La PNL

Che cos’è la PNL

 

“La Programmazione Neurolinguistica è stata creata appositamente per permetterci di fare magie creando nuovi modi di comprendere come la comunicazione verbale e non verbale influisce sul cervello umano. Come tale ci offre l’opportunità, non solo di comunicare meglio con gli altri, ma anche di imparare ad ottenere un maggiore controllo su quelle che consideriamo funzioni automatiche della nostra stessa neurologia.” RICHARD BANDLER, HENRY FORD

La Programmazione Neuro-Linguistica (PNL) è definita come lo studio della struttura dell’esperienza soggettiva e si basa sulla convinzione che tutti i comportamenti hanno una struttura. E che la struttura può essere imparata, modellata, insegnata e cambiata. Persone come Virginia Satir, Milton Erickson e Fritz Perls hanno avuto risultati sorprendenti nella loro attività e sono state alcune delle persone che hanno modelli linguistici e comportamentali di cui Richard Bandler ha costruito modelli formali.

Poiché i modelli che costituiscono la PNL descrivono il funzionamento del cervello umano, vengono utilizzati per insegnarli. La PNL non è uno strumento diagnostico. Può solo essere applicato e quindi può essere insegnato solo a livello esperienziale. L’unico modo per imparare veramente la PNL è attraverso la sperimentazione.

La PNL è una meta disciplina. Cioè, è una disciplina di discipline. È lo studio della struttura dell’esperienza soggettiva e di ciò che si può comprendere a partire da essa. Il più grande malinteso sulla PNL è che si tratti di terapia.

Riguarda il modo in cui il cervello funziona e il linguaggio, la chimica del cervello e gli effetti degli stati sull’apprendimento. Funziona per chiunque abbia un cervello e vuole imparare ad usarlo in modo più efficace, efficiente, ed elegante

Può essere utilizzata da insegnanti, allenatori sportivi, personal trainer, medici, avvocati, infermieri, ecclesiastici, commercialisti, negoziatori, manager, imprenditori, e così via. Nessuna delle competenze della PNL è limitata a nessuna professione speciale, tutto dipende dal contesto in cui vengono utilizzate le competenze della PNL.

PROGRAMMAZIONE

Il risultato delle nostre azioni è determinato dalla struttura dei nostri pensieri e dagli schemi di comportamento. E’ possibile “imparare ad imparare” e “programmare” la nostra mente per orientare i nostri comportamenti verso determinati obiettivi.

NEURO

Ha a che fare con il nostro sistema nervoso ed il modo in cui usiamo la nostra mente, il corpo e le percezioni per dare senso alla nostra esperienza. La PNL è “pensare a come si pensa” e l’obiettivo è imparare a gestire efficacemente il pensiero.

LINGUISTICA

Il linguaggio, verbale e non verbale, è il sistema attraverso il quale diamo significato alla nostra esperienza. La qualità del linguaggio è una dei principali fattori di distinzione tra le persone e ciò che diciamo conta poco rispetto a come lo diciamo.

Un pò di storia…

La Programmazione Neuro-Linguistica è nata agli inizi degli anni ’70 in seguito  agli studi di Richard Bandler, allora studente di matematica all’Università di Santa Cruz in California e John Grinder, professore in quella Università. I due iniziarono a studiare le caratteristiche della comunicazione utilizzata da alcuni psicoterapeuti eccellenti, capaci di produrre cambiamenti e guarigioni in modo efficace e con continuità.

Bandler e Grinder iniziarono ad analizzare (modellare) Fritz Perls (terapeuta Gestalt) e la comunicazione di Virginia Satir utilizzata nella terapia della famiglia che aveva una grande capacità di empatia uno particolare stile terapeutico. Molti dei modelli linguistici definiti da Bandler e Grinder derivano dagli studi ed analisi di questi due terapeuti.

Nello stesso periodo l’antropologo Gregory Bateson consigliò a Bandler, suo grande amico, di analizzare il lavoro di Milton H. Erickson, un medico noto come uno dei maggiori e più efficaci esperti in ipnosi clinica. Anche da Erickson furono estratti modelli di comunicazione di straordinaria efficacia in psicoterapia.

All’inizio, Richard e John si resero conto che la PNL poteva essere utilizzata in molte applicazioni, in quanto si tratta di una meta disciplina!

Il risultato del modellamento di questi tre grandi terapeuti fu la pubblicazione di due libri importanti: “La struttura della Magia” e “I modelli della tecnica ipnotica di Milton H. Erickson” (editi in Italia da Astrolabio).

Alla fine degli anni 70 un allievo particolarmente brillante di Bandler, Robert Dilts, incominciò a sviluppare con lui la P.N.L.

Dilts è oggi riconosciuto come colui che iniziò a sviluppare la P.N.L. in modo scientifico. Ancora oggi Dilts è noto per i suoi lavori di ricerca e sviluppo in P.N.L in svariati campi, dalle applicazioni aziendali alla cura di malattie ritenute incurabili, che continuano nel suo centro di studi in California.

La diffusione della P.N.L. crebbe considerevolmente agli inizi degli anni 80, altri ricercatori si aggiunsero tra gli sviluppatori della P.N.L.: Leslie Cameron Bandler, David Gordon (autore del libro “Metafore Terapeutiche”), Stephen Gilligan, allievo di Erickson, Steve e Connirae Andreas (autori dei libri “Cambiare la mente” e “I nuclei profondi del sé”, ed italiana: Astrolabio).

A metà anni 80 un giovane promettente, Anthony Robbins, partecipò ai corsi di P.N.L. di Bandler e Grinder capendo l’importanza e straordinarietà della metodica.

All’età di 24 anni scrisse il libro “Come ottenere il meglio da sé e da gli altri” (edito in Italia da Bompiani), divenuto poi un bestselller mondiale che ha divulgato la P.N.L. e l’ha resa accessibile a tutti. Robbins divulgò poi la P.N.L. in corsi sempre più frequentati da migliaia di persone nel mondo.

Richard Bandler diventò il punto di riferimento a livello mondiale dei corsi di specializzazione in P.N.L. aperti al pubblico.

John Grinder si ritirò dalla carriera accademica per dedicarsi prevalentemente alla formazione in grandi aziende e in grandi organizzazioni.

Robert Dilts si trasferì presso l’Università di Santa Cruz dove tutt’oggi tiene corsi assieme a Judith De Lozier.

Oggi la ricerca continua grazie al lavoro di Bandler, di Grinder, di Dilts e di tanti Trainer di P.N.L. nel mondo.

Richard Bandler continua il suo lavoro affiancato da John La Valle, uno straordinario formatore e consulente, specializzato nelle più avanzate applicazioni della P.N.L. al business e alla persuasione, co-autore con Bandler del libro “Persuasion Engineering™“ (edito da NLP ITALY).

Bandler continua la sua opera e, sviluppando gli studi sulle submodalità, ha creato le tecniche denominate DHE™ (Design Human Engineering™).

Assieme all’amico compositore Denver Clay ha inciso una serie di CD che combinano modelli linguistici con musica e suoni, chiamata “Neuro-Sonics”.

Le applicazioni della P.N.L. si ampliano sempre di più in nuovi campi. Dalla psicoterapia alla comunicazione efficace, all’apprendimento rapido, alla vendita e al business, al comunicare in pubblico, alla leadership, alle prestazioni sportive, al benessere e alla salute, e così via.

Essendo basata sul principio del “modellamento” di persone eccellenti, la P.N.L. è oggi la scienza più all’avanguardia e in evoluzione, offrendo modelli, risorse e tecniche utilizzabili da chiunque voglia avanzare e migliorare in ogni attività umana.

Le presupposizioni della PNL

“I nostri corpi, le nostre società e l’universo formano un’ecologia di sistemi complessi e sottosistemi che interagiscono e si influenzano reciprocamente” ROBERT DILTS

 

Le presupposizioni della PNL sono una serie di “principi” proprio come in matematica esistono i postulati, e che rendono vero tutta la struttura seguente. Rappresentano la cornice di referenza in cui si inseriscono molti schemi, modelli, tecniche di cambiamento e prospettive della PNL. Riportiamo alcuni dei presupposti di base:

 

1. LA MAPPA NON È IL TERRITORIO

Questa metafora è alla radice della PNL e vuole rappresentare il concetto che l’esperienza che abbiamo del mondo non è il mondo vero e proprio, allo stesso modo in cui la carta geografica che rappresenta un determinato territorio non è il territorio stesso. La “mappa” è nella nostra mente, sono le nostre percezioni, e il “territorio” è la realtà esterna, il mondo fisico che esiste indipendentemente dalla nostra esperienza di esso. Molte persone sono convinte che la propria mappa interiore sia una rappresentazione veritiera ed assoluta della realtà, quando in realtà si tratta solo di una “interpretazione”.

 

2. MENTE E CORPO SONO PARTE DELLO STESSO SISTEMA, OGNUNO INFLUENZA L’ALTRO

“I nostri corpi, le nostre società e l’universo formano un’ecologia di sistemi complessi e sottosistemi che interagiscono e si influenzano reciprocamente”

con queste parole Robert Dilts, esprime questo concetto. Anche se tendiamo a pensarci in termini di individui separati e autonomi, in realtà “nessuno è un’isola”.

Il corpo umano stesso è un grande esempio di un sistema in azione, con tutti i vari organi che funzionano separatamente, interagendo al tempo stesso per costituire un organismo unitario. In PNL mente e corpo sono visti come parti di uno stesso sistema, in uno stato di reciproca influenza. Potete ad esempio cambiare il modo in cui vi sentite fisicamente pensando a cose diverse, e ciò che succede nel vostro corpo influisce sui pensieri che fate.

Quando pensate ad esempio al fatto di tenere una importante presentazione in pubblico è probabile che i vostri muscoli si tendano, che la vostra respirazione cambi e che entri in gioco una serie di emozioni.Vita, mente e corpo sono un sistema è una delle presupposizioni cardine della PNL perché è importante comprendere che non è possibile isolare una singola parte di un sistema.

 

3. IL SIGNIFICATO DELLA UNA COMUNICAZIONE È DATO DALLA RISPOSTA CHE SI OTTIENE

Il messaggio che intendiamo comunicare non è sempre quello che la controparte riceve. Noi non abbiamo il controllo sull’ambiente che ci circonda, ma possiamo prestare attenzione a ciò che accade infatti ciò che sembra accettabile a partire dalla nostra “mappa” potrebbe non esserlo per altri. Con questa convinzione di base ci si assume la piena responsabilità dell’esito delle proprie azioni.

E’ quindi necessario essere consapevoli ed attenti alla reazione per capire se la comunicazione ha avuto successo o se bisogna invece adattare e modifi care il proprio comportamento.

 

4. OGNI COMPORTAMENTO È GUIDATO DA UN’INTENZIONE POSITIVA

Può essere difficile capire perché le persone si comportano in modi “strani” o distruttivi se non si presuppone che fanno ciò che fanno per soddisfare un bisogno. Il comportamento umano, secondo la PNL, non è casuale, vi è sempre uno scopo dietro ai comportamenti, un’intenzione positiva che è sorta quando essi per la prima volta si sono instaurati..

 

5. NON ESISTE FALLIMENTO, MA SOLO FEEDBACK

Dobbiamo essere in grado di imparare continuamente e questa convinzione è fondamentale per farlo. In PNL si fallisce solo quando si smette di provare, se sbagli, ma impari non hai fallito. Per imparare cose nuove è probabile sbagliare, l’esperienza è costruita con gli errori del passato.

Quando i bambini imparano a camminare, non vivono alcun senso di fallimento: si limitano a provare, e se non funziona ci riprovano, ripetendo il processo fino a ottenere il risultato desiderato. I bambini infatti sfruttano la cosa per raccogliere feedback su cosa funziona o meno, e investire su ciò che funziona. Spesso, raggiunta l’età adulta, la maggior parte delle persone si trova meno disposta a fare “errori”, meno disposta a rischiare il “fallimento”, forse perché la cosa potrebbe portare a vedere se stessi come un fallimento.

Potremo imparare a considerare ogni tentativo mancato non come un fallimento ma come un successo conseguito nel restringere il campo verso la soluzione eliminando le soluzioni non efficaci.

Più “fallimenti” avrete sperimentato, più avrete imparato